“…perché quasi tutti i delitti così facilmente si scoprono e vengono a galla, e quasi tutti i delinquenti lasciano delle tracce così visibili? … la causa principale non stava tanto nell’impossibilità materiale di occultare il delitto quanto nel delinquente stesso; quasi ogni delinquente infatti va soggetto, nel momento del delitto, a una specie di prostrazione della volontà e della ragione, alle quali subentra invece una puerile, fenomenale leggerezza, e ciò proprio nel momento in cui più indispensabili sono il ragionamento e la prudenza. … questo oscuramento della ragione e questa paralisi del volere assalgono l’uomo a somiglianza di una malattia, si sviluppano gradatamente e arrivano al loro punto culminante poco prima che si commetta il delitto; permangono nella stessa forma durante il compimento del delitto e ancora qualche tempo dopo, a seconda degli individui, e poi passano, così come passa ogni malattia.”
Fedor Dostoevskij , “Delitto e castigo”







