giovedì, 31 maggio 2007

“…perché quasi tutti i delitti così facilmente si scoprono e vengono a galla, e quasi tutti i delinquenti lasciano delle tracce così visibili? … la causa principale non stava tanto nell’impossibilità materiale di occultare il delitto quanto nel delinquente stesso; quasi ogni delinquente infatti va soggetto, nel momento del delitto, a una specie di prostrazione della volontà e della ragione, alle quali subentra invece una puerile, fenomenale leggerezza, e ciò proprio nel momento in cui più indispensabili sono il ragionamento e la prudenza. … questo oscuramento della ragione e questa paralisi del volere assalgono l’uomo a somiglianza di una malattia, si sviluppano gradatamente e arrivano al loro punto culminante poco prima che si commetta il delitto; permangono nella stessa forma durante il compimento del delitto e ancora qualche tempo dopo, a seconda degli individui, e poi passano, così come passa ogni malattia.”

Fedor Dostoevskij , “Delitto e castigo

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domenica, 27 maggio 2007

Avevo appena stigmatizzato l’intervista di un Giudice sulla propria sentenza e sulla sentenza del Giudice dell’appello e avevo appena chiosato con queste testuali parole : ” Immagino che, di certo, un bravo giornalista abbia chiesto anche al Giudice dell’Appello un’eventuale replica alle sue osservazioni. Ma voglio ancor più immaginare che un sereno Giudice dell’Appello a quel giornalista abbia negato qualsiasi replica: Egli, sì, si limiterà a parlare ... con la sentenza!” , che invece è arrivata puntuale la smentita. Su Il Mattino di oggi 27 maggio 2007 è comparsa l’intervista (corredata, stavolta, da vanitosa foto) al Presidente della Corte di Assise di Appello, Dott. Lupo …

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giovedì, 24 maggio 2007
Un'innocentissima riflessione ... Il Presidente del Tribunale di Napoli, con ben due iniziative (l'ultima delle quali molto dura e, peraltro, ripresa anche recentemente dagli organi di stampa), ha invitato i Giudici a non consentire la partecipazione alle udienze di Avvocati non indossanti la toga: l'iniziativa, di per sè, non dispiace, anzi ... qualche effetto lo ha anche sortito (se serve a "recuperare la dignità dell'Avvocatura" ben venga ... poi che la stessa venga calpestata in altre maniere ...ma è altro, triste, discorso). Resta, però, l'amarezza che solo gli Avvocati sono stati ritenuti degni di cotanto e veemente richiamo: non sappiamo se Le compete, caro Presidente, ma perchè non rivolgere la stessa pretesa anche ai Sigg.ri Cancellieri? C'è forse qualche resistenzuccia sindacale?
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sabato, 19 maggio 2007

“Noi giudici ci esprimiamo con le sentenze”, dice il Presidente della Corte di Assise Giustino Gatti; ma, purtroppo e tradendo il suo dire, afferma quanto innanzi in un’intervista a Il Mattino del 18 maggio 2007. E l’intervista, a mia pur breve memoria, segna una incresciosa novità: mai un giudice aveva provveduto a criticare pubblicamente dei colleghi per avere riformato, in appello, la sua sentenza; men che mai ciò è avvenuto prima che venissero depositate le motivazioni o, addirittura, che la sentenza fosse passata in cosa giudicata

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sabato, 19 maggio 2007

MISURE CAUTELARI PERSONALI – GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA – CRITERI VALUTATIVI – GIUDIZIO CAUTELARE E GIUDIZIO DI MERITO - DIFFERENZE

Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Anziano, Est. Perrotti, ord. 11-19/4/2007, proc. n° 3144/07 R.I.M.Caut.

In tema di misure cautelari personali, i gravi indizi di colpevolezza sono costituiti da elementi a carico dell’indagato, di natura logica o rappresentativa (distinzione corrispondente, evidentemente, a quella fra prova indiretta o indiziaria e prova diretta), i quali:

sabato, 19 maggio 2007

MISURE CAUTELARI PERSONALI – DECORRENZA DEI TERMINI DI CUSTODIA PREVENTIVA – PERDITA DI EFFICACIA DELLA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE – OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA PG – INOSSERVANZA DEGLI OBBLIGHI IMPOSTI PER RITARDO NEL RISPETTO DEGLI ORARI DI PRESENTAZIONE – RIPRISTINO DELLA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE – REVOCA E NUOVA SOTTOPOSIZIONE ALL’OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA PG

Tribunale del Riesame di Napoli, X sez., Pres. Galli, Est. De Tollis, ord. 2-4/5/2007, proc. n° 3068/07 R.I.M.Caut.

Il ripristino della custodia cautelare nei confronti di imputato scarcerato per decorrenza dei termini di custodia preventiva è norma di stretta interpretazione ed è subordinata all’accertamento in concreto dei presupposti di cui all’art. 307 co. 2 lett. a) o lett. b) c.p.p., vale a dire

sabato, 12 maggio 2007

“… tutti, per esempio, anche i legislatori e fondatori della società umana, a cominciare dai più antichi, continuando con Licurgo, Solone, Maometto, Napoleone e via dicendo, tutti sino all’ultimo furono delinquenti, non foss’altro perché, dando una nuova legge, con ciò stesso infransero l’antica, venerata dalla società e trasmessa dai padri,

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sabato, 05 maggio 2007

MISURE CAUTELARI PERSONALI – STRANIERI CLANDESTINI – PROVVEDIMENTO DI ESPULSIONE – VIOLAZIONE DELL’INTIMAZIONE DEL QUESTORE – CONDANNA - IMPOSSIBILITA’ DI COMMETTERE NUOVAMENTE IL REATO – INSUSSISTENZA DELL’ESIGENZA CAUTELARE DEL PERICOLO DI REITERAZIONE – INAPPLICABILITA’ DI MISURA CAUTELARE – NULLA OSTA AD ESPULSIONE

Tribunale del Riesame di Napoli, VIII sez., Pres. Est. Cariello, ord. 4-12/4/2007, proc. n° 2863/07 R.I.M.Caut.

All’esito di giudizio direttissimo il G.M., nel condannare l’imputato alla pena di anni uno e mesi quattro di reclusione per il reato di cui all’art. 14 co. 5ter D.Lgvo 286/98, ha applicato anche la misura cautelare della custodia in carcere

sabato, 05 maggio 2007

MISURE CAUTELARI PERSONALI – RIESAME – OMESSA TRASMISSIONE DI PARTE DI ATTI – SINGOLA PAGINA – RILEVANZA – INEFFICACIA DELLA MISURA CAUTELARE

Tribunale del Riesame di Napoli, VIII sez., Pres. Del Balzo, Est. Grillo, ord. 26/3-10/4/2007, proc. n° 2312/07 R.I.M.Caut.

In tema di inefficacia della misura cautelare ai sensi dell’art. 309 commi quinto e decimo c.p.p.,

giovedì, 03 maggio 2007

“... Nelle settimanali camere di consiglio nessuno dei giudici mostrava di interessarsi a quanto riferiva il relatore di ogni singola causa ... Quasi tutti i presenti protestavano, però, quando il presidente stabiliva l’importo dell’onorario da porre a carico della parte soccombente, affermando che l’avvocato che aveva assistito la parte vittoriosa ... con una sola causa avrebbe guadagnato più di quanto essi percepivano, come stipendio, per tre o quattro mesi di lavoro ... Chiesi loro se avessero avuto proibito dal medico di dedicarsi all’avvocatura, dalla quale avrebbero tratto così lauti guadagni ...”

Nei casi di annullamento (n.d.r.) “... La Corte di Cassazione non è nè un assassino nè un becchino, ma è un anatomopatologo che fa la diagnosi sul cadavere e constata la causa del decesso, già avvenuto, della sentenza impugnata ...”

“...Gli errori procedurali non sono cavilli. Le regole, anche quelle procedurali, tutelano dei valori, quasi sempre di rilevanza costituzionale, e debbono essere, perciò, rispettate da tutti e, soprattutto, dai giudici ...”

Corrado Carnevale, “Un giudice solo”, Marsilio Editori

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