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Il Dott. Enzo Albano, Presidente della XII sez. del Tribunale del Riesame di Napoli, non manca di esprimere la sua opinione sul caso Mastella. Dalle pagine (on line) della Voce delle Voci queste le sue "motivazioni" depositate in data 11 febbraio 2008:
<<Brevi notizie dal caos. Il taccuino del vostro scriba e' pieno di appunti. Una rivoluzione senza nobilta'. Un affanno senza scopo. Una guerra tra simili. Mal di pancia in un continuo regolamento di confini. Un altro capitolo della pochade politica- magistratura.
I fatti: un'inchiesta giudiziaria, partita dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, investe in pieno la famiglia Mastella ed un bel pezzo del gruppo dirigente dell'Udeur. Mastella, il piu' improbabile dei Guardasigilli (l'uomo giusto al posto giusto, come quando Gava fu fatto ministro dell'Interno) si dimette e pronunzia in Parlamento un discorso strappa lacrime dove, dopo aver compiuto la nobile scelta della famiglia (le belle famiglie italiane) contro il potere, attacca a testa bassa e nel piu' puro stile berlusconiano i giudici che lo stanno inquisendo.
All'esito
Claudio Botti rilascia un'intervista a Gianluca Abate per il Corriere del Mezzogiorno del 10 febbraio 2008: "Claudio Botti, componente del collegio di difesa che assiste i 28 imputati per i quali la Procura ha chiesto il processo al termine dell'inchiesta sui rifiuti, è il primo avvocato a lasciare l'aula bunker Ticino 1. Doveva discutere, spiegare perché i suoi assistiti con quelle accuse non c'entrano nulla, convincere il giudice. E invece non ha fatto nulla di tutto ciò. S'è limitato a «rassegnare le conclusioni a verbale», cioè a chiedere il proscioglimento dei suoi assistiti senza motivare la richiesta. Perché questa scelta?
«Perché ho troppo rispetto per la mia funzione di difensore. E siccome ritengo che l'esito dell'udienza preliminare sia scontato per tutto ciò che c'è attorno, è inutile stare a perdere tempo».
Dice che a Napoli non c'è il clima adatto per giudicare Antonio Bassolino e gli altri 27 imputati?
«Processare Antonio Bassolino a Napoli è come processare Saddam Hussein a Bagdad. Beninteso, non che il paragone sia tra le due persone. Ma serve a spiegare come non si possa giudicare serenamente in un contesto ambientale così: in aula si tiene l'udienza, fuori si alzano barricate contro i rifiuti. E si corre il rischio che responsabilità politiche e penali si mescolino pericolosamente».
Be'. il codice di procedura penale prevede un'apposita norma per queste situazioni. Perché non avete invocato il «legittimo sospetto»?
«L'istanza di rimessione non è stata possibile, non c'era un'intesa condivisa».
Poteva farlo lei, nessuno glielo impediva...
«Io da solo no, queste sono iniziative che vanno assunte collegialmente. Ha mai visto una partita di rugby? Non si può giocare senza il pacchetto di mischia e mandando avanti le seconde linee.
Auguriamoci almeno che il contesto ambientale sia diverso quando si celebrerà il processo. Perché si celebrerà»."