domenica, 30 marzo 2008
“di fronte alla luna” mostrata dalla Camera Penale di Napoli, qualcuno preferisce, forse per allontanare la vista della luna stessa, concentrarsi sul “dito che indica la luna”
GIUNTA DELL’UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE
Delibera 25 marzo 2008
<<La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
premesso
- nel corso di un processo per gravi fatti di criminalità organizzata in fase di celebrazione a Napoli, sono state denunciate dai difensori degli imputati allarmanti condotte di inquinamento probatorio da parte di collaboratori di giustizia. In particolare, sarebbe emerso da intercettazioni telefoniche che essi, oltre a tenere liberamente contatti tra loro, concertavano il contenuto delle rispettive dichiarazioni processuali;
-nel contempo, organi di stampa informavano che,
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mercoledì, 26 marzo 2008
Nel segnalare, di tanto in tanto, le nuove realtà giuridico-giudiziarie on line, non poteva tacersi un affettuoso "bentornato" al ristrutturato e restaurato sito della Camera Penale di Napoli, con l'auspicio che possa al più presto divenire autentico "faro" dell'Avvocatura napoletana.
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lunedì, 24 marzo 2008
MISURE CAUTELARI PERSONALI – SEVERITA’ DI GIUDIZIO IN ORDINE ALLA SUSSISTENZA DI GRAVITA’ INDIZIARIA – VALUTAZIONE IN ORDINE ALLE ESIGENZE CAUTELARI – CRITERI - REVOCA
Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Vincenzo Albano, Est. Stefania Daniele, ord. 14/2-3/3/2008, proc. n° 1079/2008 R.I.M.Caut.
Indubbia è la gravità dei fatti per cui si procede. Oltre a quanto già rilevato dal GIP e condiviso dal Collegio, in questa sede può venire solo rimarcato che trattasi di condotte delittuose di indiscutibile rilevanza, le quali appaiono vieppiù gravi se si considera il profilo soggettivo di coloro che, agendo sinergicamente in un “gioco di squadra”, se ne sono resi autori nello svolgimento di funzioni pubbliche, in tal modo strumentalizzate e piegate al soddisfacimento di interessi personali, ovvero clientelari di partito, anche di natura economica, perseguiti attraverso una “politica” di diffusa e ramificata intromissione nella gestione della cosa pubblica, attuata anche
lunedì, 24 marzo 2008
MISURE CAUTELARI PERSONALI – VIOLAZIONE DELLE PRESCRIZIONI – AGGRAVAMENTO – INTERROGATORIO DI GARANZIA – DIBATTIMENTO GIA’ APERTO  O SENTENZA DI PRIMO GRADO GIA’ EMESSA - NECESSITA’ A PENA DI INEFFICACIA DELLA MISURA
Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Lucia La Posta, Est. Stefania Daniele, ord. 3-11/3/2008, proc. n° 11574/2007 R.I.M.Caut.
In caso di aggravamento della misura cautelare disposto per le ipotesi di cui al comma 1 dell’art. 276 c.p.p., al di là della natura sanzionatoria dell’inasprimento della misura, è necessario, a pena di inefficacia, procedere all’interrogatorio di garanzia ai sensi dell’art. 294 c.p.p.. Sussiste la necessità dell’obbligo di procedere all’interrogatorio
lunedì, 24 marzo 2008
INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI – PROCEDIMENTO DIVERSO DA QUELLO IN CUI SONO STATE DISPOSTE – REATO DIVERSO – INUTILIZZABILITA’
Tribunale del Riesame di Napoli, VIII sez., Pres.Est. Beatrice Sasso, ord. 25/10/2007-10/3/2008, proc. n° 4656/2007 R.I.M.Caut.
Il procedimento in oggetto costituisce stralcio di altro e principale procedimento, radicatosi presso la DDA della Procura della Repubblica, nella quale figuravano contestati reati di competenza, appunto, della DDA. Nell’ambito di tale procedimento principale venivano operate intercettazioni da cui emergevano anche una serie di elementi su altre attività illecite dell’associazione
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lunedì, 24 marzo 2008
ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE E REATI FINE – INDIPENDENZA PROBATORIA – NECESSITA’
Tribunale del Riesame di Napoli, X sez., Pres. Nicola Quatrano, Est. Mariaraffaella Caramiello, ord. 4-3/3/2008, proc. n° 1502/2008 R.I.M.Caut.
Allorquando le condotte contestate di spaccio di sostanze stupefacenti si risolvono nella mera ripetizione di quelle, pur evidenziate dai collaboratori di giustizia, integranti l’ipotesi associativa, non poggiando su emergenze diverse e maggiormente specifiche e circostanziate, tanto da
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lunedì, 24 marzo 2008
MISURE CAUTELARI REALI – SEQUESTRO PREVENTIVO – SOMME DI DENARO – CONTI CORRENTI BANCARI – MOTIVATA E PRECISA RELAZIONE CON I REATI CONTESTATI – NECESSITA’
Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Giuseppina Casella, Est. Irma Musella, ord. 28/1-20/2/2008, proc. n° 56/2008 R.I.M.Caut.Reali
Presupposto imprescindibile perché il denaro sia sottoposto a sequestro preventivo, soprattutto se si tratta di somme depositate in istituto bancario, è che esso rappresenti il profitto, il prodotto ed il prezzo dell’attività criminosa, o sia, in qualche modo, servito a commetterla. Tuttavia,
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mercoledì, 19 marzo 2008

Non pare che il titolo corrisponda al contenuto dell'intervista, ma lancia un forte segnale ... segnale che, se non rispecchiante il sentire dell'intervistato, meriterebbe precisazioni da parte di chi è stato "male interpretato":  da Il Mattino del 19 marzo 2008  <<Stravino: linea inopportuna dopo le intimidazioni in aula Le riserve dell’ex presidente della camera penale «Il documento dei miei colleghi desta interrogativi» Si concede una lunga pausa, prima di iniziare a parlare per dire tutto quello che pensa. Ettore Stravino, penalista, ex presidente della camera penale di Napoli, ha le idee molto chiare su tutto quello che è accaduto giovedì mattina in un’aula di giustizia, quando un suo collega ha letto quelle sessanta pagine che sono ormai diventate l’oggetto di uno scontro che va ben oltre la mera istanza di remissione per legittima suspicione. «Prima di commentare il documento varato ieri dalla camera penale di Napoli - afferma - voglio dire che i fatti che si sono svolti nell’aula bunker mi hanno profondamente turbato». Perché? «A mia memoria non era mai accaduto prima che in un’aula di giustizia si pronunciassero invettive del calibro di quelle che ho letto dalle cronache sui giornali. Io in quell’aula ero non c’ero, ma mi pare di aver capito bene quello che è successo...». Ce lo dica, avvocato. «È molto semplice: un avvocato difensore è diventato veicolo di messaggi trasversali inviati ai giudici dai propri clienti». Ieri, intanto, la camera penale ha stilato un documento nel quale si rilancia la questione della gestione dei pentiti: c’è nè anche per la Procura, che non avrebbe vigilato a sufficienza per evitare che alcuni collaboratori parlassero tra loro al telefono. «Effettivamente un documento in tema di pentitismo stilato all’indomani dei fatti che abbiamo ricordato poco fa potrebbe suscitare qualche interrogativo. Ma, al di là di queste ragioni di opportunità “temporale” è chiaro che nel documento non si possono cercare ragioni di adesione nei confronti di una condotta processuale inqualificabile: una condotta che merita non solo dissenso netto, ma forse anche una severissima censura. E d’altronde resto convinto del fatto che l’avvocatura napoletana sia estranea a quello che è successo, come dimostra l’atteggiamento tenuto dagli altri difensori presenti in aula: tutti hanno subito preso pubblicamente le distanze dal difensore di quei due imputati. E forse lo hanno fatto anche sfidando il dissenso dei propri clienti». Condivide l’allarme lanciato dalla camera penale ieri a proposito dei collaboratori di giustizia? «Non ho letto ancora il documento. Ma credo che la giunta abbia voluto ribadire un principio molto importante per il diritto di difesa. Conoscendo bene il presidente Cerabona e i colleghi che fanno parte della giunta escludo che possano esistere legami o connessioni tra la stesura del documento stesso e il deprecabile episodio di giovedì». giu.cri.>>

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lunedì, 17 marzo 2008
Un blogdimagistrati ne segnala un altro di lor colleghi e ve ne passiamo l’indirizzo: www.teminera.blogspot.com . Pare si tratti di magistrati che raccolgono e pubblicano quanto di peggio venga prodotto dalla giurisprudenza di merito e di legittimità. Giusto per offrirne un assaggio, ecco una chicca: <<E' un giorno del mite settembre 2004 in una città bagnata dal mare. E' proprio l'ora della siesta, le due del pomeriggio, e la poliziotta Tizia si avvia in sella alla sua bicicletta verso il Commissariato dove dovrà prendere servizio, attraversando i vialetti di un bel parco cittadino, molto più piacevoli dell'asfalto.
Quando, all'improvviso, deve stropicciarsi gli occhi incredula di quello che sta vedendo: un biondo, dall'aria germanica, è seduto su una panchina, con le gambe aperte e allungate, i pantaloni aperti ed abbassati, il capo reclinato all'indietro, la mano sotto i pantaloni che si agita in un movimento "sussultorio" inequivocabile. La brava poliziotta
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lunedì, 03 marzo 2008
Delibera del 20 febbraio 2008
"La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
premesso
L’Unione delle Camere Penali Italiane ha ricevuto nelle scorse settimane la segnalazione di un iscritto alla Camera Penale di Roma che ha evidenziato come, nell’ambito di un’indagine per il reato di riciclaggio condotta dalla Procura della Repubblica di Palermo, venissero riportati –e ritenuti investigativamente utili- i contenuti di intercettazioni ambientali tra una persona sottoposta ad indagini ristretta agli “arresti domiciliari” ed il suo difensore che discutevano dei fatti oggetto del processo e la strategia difensiva da adottare ...;
-da tempo, in effetti, giungono all’Unione delle Camere Penali Italiane segnalazioni circa l'esecuzione di intercettazioni telefoniche su utenze di persone sottoposte alle indagini che chiamano il loro legale ovvero di intercettazioni ambientali in cui si ascoltano da parte della polizia conversazioni tra cliente e proprio assistito. Tali conversazioni vengono in genere riportate negli atti processuali (integralmente o attraverso una sintesi del loro contenuto) dando ormai la certezza dell’esistenza di una prassi costante di ascolto, da parte degli investigatori, di conversazioni che intercorrono tra l’avvocato ed il proprio assistito ed aventi ad oggetto il merito del procedimento;
-premesso che la riservatezza delle conversazioni tra legale e proprio cliente è uno
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