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Non avevamo nemmeno finito di muovere rilievi e critiche all'organizzazione dei corsi per i crediti formativi che si sono rotte le "giarretelle". Leggete qui sotto quanto è appena accaduto nei rapporti fra Unione Camere Penali Italiane e Consiglio Nazionale Forense:
(copiato dal sito della U.C.P.I.) "INAUDITA AGGRESSIONE DEL CNF ALLE CAMERE PENALI. LA REAZIONE UCPI. Con una ambigua circolare resa nota nei primi giorni di questa settimana il CNF, evidentemente pressato, ha inopinatamente emanato una circolare che -con toni retorici su una pretesa supremazia degli Ordini forensi nella formazione- di fatto rende completamente inoperante il recente protocollo firmato da CNF ed UCPI in materia di formazione. L'aggressione nei nostri confronti (nel momento in cui stavano partendo le nostre iniziative di formazione) è gravissima ed il movente è chiaro: si tratta del timore di molti Ordini forensi (anche se non di tutti), peraltro anche ben individuati, di una formazione di qualità ed a prezzo di costo. Il tradimento di un impegno formalmente sottoscritto la dice lunga sulla palude in cui ci si muove. La Giunta UCPI, nella grave situazione che si è determinata, ha reagito con estrema forza con la delibera che è pubblicata qui sotto, i cui contenuti sono anche nell'articolo del Sole 24 Ore di questa mattina (sabato 1 dicembre) Dev'esser chiaro al CNF che l'UCPI combatte da decenni per la difesa dei diritti civili in Italia ed è in grado di reggere -come la sua storia insegna- qualunque scontro in difesa delle ragioni ideali che rappresentano la sua stessa ragione di esistere. Per questo l'UCPI non abbandonerà la formazione (che dovrà portare alla specializzazione forense) alle derive affaristiche. Di seguito la delibera:
Si riporta, tratta dal sito della UCPI, la delibera dell'Unione Camere Penali Italiane adottata il 24 novembre 2007 in materia di "formazione continua":
La Giunta U.C.P.I., riunita in Roma il 23 novembre 2007,
L' ANM dice la sua sul "pacchetto sicurezza", che viene definito come un insieme di "note positive che vanno in direzione dello snellimento e della razionalizzazione del processo penale" ... Plaude, l'ANM, alla risposta alla "exCirielli" in tema di prescrizione, all'abolizione del "patteggiamento in appello", al novello "falso in bilancio" ed all'immediata applicazione di misura cautelare in caso di accoglimento dell'appello ex 310 cpp del PM.. Auspica, però, l'ANM di essere chiamata ad un confronto per discutere delle modalità con cui apportare le modifiche in materia di "sicurezza". Stia tranquilla, l'ANM ... il Governo, ma, soprattutto, il Ministro della Giustizia non mancheranno di coinvolgerla ... anzi ... pare sia in progetto una legge costituzionale volta a modificare l'art. 70 Cost.: "La funzione legislativa è esercitata solo dall'ANM".
Di seguito si riporta il testo del documento dell'ANM sul "pacchetto sicurezza": "Il c.d. pacchetto sicurezza è in realtà un insieme di disegni di legge che investono differenti aspetti della giurisdizione penale e delle attività amministrative e di polizia dirette a garantire la sicurezza dei cittadini ed a prevenire e reprimere fatti che sono fonte di allarme sociale.
Su questa ampia materia l'Associazione nazionale magistrati offrirà in tutte le sedi istituzionali il suo contributo di conoscenza e di esperienza ed a questo fine impegnerà nell'analisi dei testi normativi i suoi organi direttivi ed i suoi gruppi di lavoro.
Se avete voglia di approfondire l'argomento pacchetto sicurezza cliccateci sopra. Sarebbe utile che le nostre Associazioni, Camere Penali in testa, con celerità adottino ogni e più opportuna iniziativa (non la solita "astensione") al fine di indirizzare verso un unico obiettivo gli sforzi di tutti i colleghi che, di qui a poco, potrebbero trovarsi ad esercitare il proprio mandato in procedimenti e processi nei quali la normativa in oggetto potrebbe trovare applicazione (questioni di illegittimità costituzionale ecc.). Auspichiamo, per quel che territorialmente ci riguarda, che la Camera Penale di Napoli possa fungere da "apripista" per l'adozione di idonee soluzioni (e pare che una Commissione di Studio ad hoc sia stata già varata): buon "celere" lavoro!
MOZIONE CONGRESSUALE - TREVISO 19 - 21 OTTOBRE 2007
Il "problema magistratura" è oggi una vera e propria emergenza istituzionale alla quale fare fronte con iniziative forti in grado di coinvolgere non solo tutta l'avvocatura italiana ma anche tutte le componenti del sapere giuridico, la politica e la società.
Resta irrinunciabile e prioritaria la separazione delle carriere, non potendosi immaginare processi di rinnovamento e di ammodernamento della magistratura dentro un sistema di confusione ordinamentale dei ruoli e delle funzioni tra chi deve sostenere una accusa e chi deve decidere se quell'accusa sia fondata. Vanno inoltre specifico affrontate da subito alcune gravi distorsioni:
Dal sito della U.C.P.I. copiamo ed incolliamo il seguente comunicato a firma del Presidente della Unione Camere Penali Italiane Oreste Dominioni:
Ho trovato affisso in Tribunale un manifesto del Sindacato Forense in cui si sponsorizza l'iniziativa volta ad offrire a tutti gli avvocati il "servizio sostituzione processuale". In sostanza, si permette ai colleghi "impossibilitati" a presenziare in udienza la possibilità di farsi "sostituire" da altro difensore estratto, a sorte, da un elenco costituito (o da costituirsi) ad hoc. Ora, non conosco quale sia la prassi nel civile. Ma in penale la funzione di "sostituto processuale" (eccetto quella ex art. 97 co. 4 c.p.p.) è strettamente ed intimamente connessa a quella di "difensore di fiducia": solo a quest'ultimo, in considerazione proprio del rapporto fiduciario con il cliente, è consentito "scegliere" il proprio "sostituto processuale" ex art. 102 c.p.p.. Non comprendo allora come un'associazione possa permettere a qualsiasi Avvocato di venir meno ad una scelta così importante, demandando "alla sorte" la scelta di chi "eserciterà i diritti ed assumerà i doveri di difensore". Si badi che tutt'altra cosa è la "sostituzione con difensore di ufficio" ex art. 97 co. 4 c.p.p. la quale avviene su nomina dell'Organo Giudicante in caso di irreperibilità, mancata comparsa ed abbandono della difesa del difensore di fiducia. La "sostituzione processuale pura" alla quale si riferisce il manifesto/iniziativa in oggetto deve restare atto di piena responsabilità del difensore di fiducia il quale (lungi dall'essere irreperibile, non comparso o abbandonante la difesa) predispone comunque, con scelta sensata ed oculata, la miglior difesa tecnica del suo assistito. Il timore è che manifesti/iniziative dele genere possano ulteriormente svilire la funzione dell'Avvocatura fino ad evidenziarne la "automaticità" della funzione. Stiamo compiendo sforzi enormi per recuperare proprio la funzione dei difensori di ufficio, che da meri presenzialisti del processo devono diventare "protagonisti", e che facciamo? Diamo il patentino di "meri presenzialisti" anche ai "sostituti processuali"? Vi prego, qualcuno mi smentisca! Dica che ho mal compreso il manifesto/iniziativa (ovviamente per mia colpa, mai perchè mal scritto!)
guido de maio
Solo oggi abbiamo scovato sul sito di MagistraturaIndipendente questo comunicato stampa dell'11 giugno 2007
<< Il Ministro dell’ambiente, On.le Alfonso Pecoraro Scanio, ha incontrato oggi una delegazione di Magistratura Indipendente. Oggetto della discussione l’opportunità di una più incisiva tutela dell’ambiente e l’indispensabilità che il disegno di legge in tema di riforma dell’ordinamento giudiziario, attualmente all’esame della commissione Giustizia del Senato, prenda in adeguata considerazione le indicazioni che la magistratura associata ed il C.S.M. hanno evidenziato come indispensabili per garantire la piena efficienza e la reale autonomia della magistratura.
Magistratura Indipendente ha rappresentato al Ministro il suo forte impegno a tutela dei valori ambientali, secondo una tradizione che vede tutta la magistratura italiana solidale in questo senso, e condiviso la recente iniziativa del Ministro dell’ambiente di presentare un disegno di legge, già approvato dal Consiglio dei ministri, volto ad introdurre nuovi e più efficaci strumenti di tutela penale in questo settore.
Il Ministro ha sottolineato la sua personale attenzione e quella della federazione dei Verdi, per il tema del complessivo miglioramento delle condizioni economiche e di lavoro dei magistrati ordinari, mostrando una particolare sensibilità per le problematiche, evidenziate dalla delegazione di Magistratura Indipendente, riguardanti i magistrati più giovani.>>
Aspettiamo con ansia un incontro della UCPI con il Ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini per manifestare il forte impegno di noi Avvocati a tutela dei valori della donna così da auspicare la personale attenzione della Ministra e del suo partito alle nostre problematiche relative alla legge Bersani!!
Nel lontano 2000
...Le auguro di poter valorizzare il ruolo dell’avvocatura: troppe volte esso è stato, nel recente passato, contrabbandato quale pastoia impeditiva del fluente corso di un accertamento che, altrettante volte, ho udito rivendicare quale prerogativa propria, esclusiva ed escludente, della Magistratura; non può ignorare che l’avvocato mai potrà essere “normalizzato” quale meccanismo di legittimazione ab extrinseco di attività processuali da altri ed altrove compiute. La funzione, anzitutto cognitiva, della difesa è ruolo istituzionale oltre che costituzionale: e Le auguro di saper tutelarla; riconoscendo inoltre che il controllo che la difesa esercita nel processo altro non è che la manifestazione di quella “diffidenza dal potere” sulla quale si articola la democrazia pluralistica. Non è lesa maestà.
Estratto dal sito della Unione Camere Penali Italiane (di fianco linkato), si riporta la delibera con la quale si proclama l'astensione dalle udienze dal 16 al 21 luglio p.v.
La Giunta U.C.P.I. riunita in seduta permanente
premesso
- che l'Assemblea Nazionale dei penalisti italiani e il Consiglio delle Camere Penali italiane, convocati in data odierna, a fronte della pervicacia con la quale la maggioranza di governo persegue il proprio disegno di controriforma dell'ordinamento giudiziario hanno espresso l’auspicio che la Giunta U.C.P.I. prosegua nelle iniziative di protesta;
rilevato
"La Giunta dell'Unione delle Camere Penali, con delibera d'urgenza, ha dichiarato lo stato d'agitazione dell'Avvocatura penale italiana contro l'accordo che si sta definendo nella commissione Giustizia del Senato, sulle modifiche dell'ordinamento giudiziario".
"A colpi di stralci e di rifiuti ad affrontare i reali problemi di riforma - si legge in una nota dell'Ucpi - primi fra tutti la separazione delle carriere, si persegue l'unico obiettivo di consentire che entro il 31 luglio sia di nuovo sospesa
Ill.mo Sig. Presidente della Corte di Appello di Napoli
Ill.mo Sig. Presidente del Tribunale di Napoli
Si prega le SS.VV., al fine di adottare le determinazioni del caso, voler portare alla conoscenza dei Magistrati, dei Cancellieri e degli Uscieri dei Loro Uffici il seguente Regio Decreto tutt’oggi in vigore:
R.D. 14-12-1865 n. 2641
Regio Decreto col quale è approvato il Regolamento generale giudiziario per l'esecuzione del Codice di procedura civile, di quello di procedura penale e della legge sull'ordinamento giudiziario.
Pubblicato nella Gazz. Uff. 20 dicembre 1865, n. 292
Capo V
Sezione I
Delle divise della magistratura.
156. La magistratura fa uso di due distinte divise: una con toga per le pubbliche sedute e udienze: l'altra con abito a spada per presentarsi individualmente in forma ufficiale e solenne.
§ 1
Delle divise con toga.
157. Le divise di tutti indistintamente i funzionari della magistratura giudicante e del ministero pubblico si compongono di zimarra nera, con cintura di seta guarnita di nappine, toga di lana nera con maniche rialzate e annodate alle spalle con cordoni, tocco, ossia berretto nero, e collare di tela batista.
158. La qualità e il grado rispettivo dei suddetti funzionari sono determinati dai distintivi seguenti:
A. la zimarra di tutti i membri giudicanti e del ministero pubblico, delle corti di cassazione e di appello è di seta; quella degli stessi funzionari dei tribunali e dei pretori è di lana;
B. la cintura dei suindicati funzionari delle corti è rossa con nappine d'oro: quella dei funzionari dei tribunali è turchina con nappine di seta eguale nelle adunanze ordinarie, e d'argento nelle circostanze solenni; e quella dei pretori è nera con nappine simili di seta;
C. i cordoni per le corti sono d'oro, per i tribunali d'argento, per i pretori di seta nera;
D. il tocco per le corti è di velluto fregiato in oro, per i tribunali e per i pretori è di seta fregiato in argento;
E. il tocco del primo presidente e procuratore generale della corte di cassazione è fregiato di tre galloni, quello del presidente di sezione e avvocato generale della cassazione, dei primi presidenti di corti d'appello e procuratori generali presso le stesse corti, dei presidenti e procuratori del Re dei tribunali è fregiato di due galloni, quello dei consiglieri e sostituti procuratori generali di cassazione, dei presidenti di sezione e avvocati generali delle corti d'appello e dei vice-presidenti dei tribunali è fregiato di un gallone, quello dei consiglieri d'appello e sostituti procuratori generali presso le corti d'appello, dei giudici e sostituti procuratori del Re è fregiato di un cordone, e quello dei pretori è fregiato di un filetto. Il tocco dei sostituti procuratori generali aggiunti è fregiato di un cordoncino d'oro.
159. Le divise degli aggiunti giudiziari e degli uditori consistono nella toga di lana nera, tocco di seta, guarnito di un filetto d'argento quanto agli aggiunti, di seta per gli uditori, e collare di tela batista.
160. ...
Le divise dei cancellieri, vice-cancellieri e vice-cancellieri aggiunti delle corti d'appello e dei tribunali consistono nella toga di lana nera, nella zimarra di lana e cintura di seta nera con nappine e cordoni di seta rossa per i cancellieri, vice-cancellieri, e vice-cancellieri aggiunti delle corti, nel tocco di velluto per questi e di seta per quelli dei tribunali fregiato di cordone di seta, e nel collare di tela batista.
...
162. Gli uscieri in servizio alle udienze delle corti e dei tribunali vestono tunica lunga fino al ginocchio di panno nero tutta abbottonata con una fila di bottoni lisci di seta, fascia alta dodici centimetri, serrata alla persona sul dietro con fibbie, collare liscio di tela batista, calzoni corti con calze di lana, mantelletto di panno lungo quanto la tunica e tocco di lana nera.
Gli uscieri delle corti hanno calze e mantelletto di colore rosso e la fascia di seta rossa; gli altri hanno calze, mantelletto e fascia di color nero, e questa di lana.
163. Le corti hanno una mazza e bastoni per gli uscieri; i tribunali hanno bastoni.
Si segnala il rilevante risultato ottenuto dalla Unione Camere Penali Italiane a proposito della decisione di apportare modifiche al Disegno di Legge Mastella: il Governo sostanzialmente rinuncia ad ogni intervento in tema di incidente probatorio, nullità ed impedimento del difensore. Di seguito si riporta il documento redatto dalla Giunta dell’Unione Camere Penali Italiane:
<< La battaglia dei penalisti italiani, con la proclamazione dello stato d'agitazione prima e poi l'astensione delle scorse settimane ha raggiunto un primo significativo e clamoroso risultato.