venerdì, 18 aprile 2008

Su Il Mattino di oggi (18 aprile 2008) in pagina 41 vi era il resoconto di una “zuffa in aula tra due avvocati. È accaduto ieri mattina dinanzi al gup Luca Semeraro, protagonisti due avvocati: uno di 86 anni, l’altro di 70 anni, che prima si scambiano insulti, poi passano ad incrociare schiaffi e pugni. Decisivo l’intervento della polizia, che su richiesta dello stesso giudice Semeraro identifica i duellanti. Il giudice ha poi scritto una relazione al pubblico ministero (in aula era presente il pm Paolo Di Sciuva), per un’eventuale denuncia. Un episodio nato alla fine di un processo per usura, che vedeva contrapposti i due avvocati. Il pm chiede l’archiviazione, c’è qualche mugugno. L’udienza sta per essere aggiornata ad altra data, quando uno dei due si alza o sibila ingiurie contro l’altro penalista. Che non resta a guardare e sferra un pugno al mento del rivale. C’è un parapiglia, tanto che i due vengono condotti nel drappello di polizia distaccato in Tribunale...”. La notizia si aggiunge alla voce di corridoio che dava per avvenuta, nei giorni scorsi, un’altra scazzottata fra due avvocati (del medesimo studio, ben noto) nella sala di attesa del Tribunale del Riesame. E si aggiunge ad altro analogo episodio che si narra scoppiato fra due giovani e noti avvocati penalisti. Effettivamente, sembra che in Tribunale vi sia un po’ di nervosismo di troppo … saranno i tempi …

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giovedì, 10 aprile 2008
Tratto, on-line, da Il Giornale del 10 aprile 2008
Follie in toga: Quando il giudice lo fa strano
di Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica
<<Ci sono pazzi e pazzi, anche tra i magistrati. Come scrive Filippo Facci nel suo Appunto di ieri sulla casta in toga che, a differenza di altre caste, sfugge all’esame dell’idoneità mentale, di casi psichiatrici ve ne sono svariati oltre a quello citato nella rubrica: dal giudice che abbandona l’aula perché «signor presidente, ho i ceci sul fuoco» e che giudica incostituzionale l’ora legale, al consigliere d’appello sorpreso nel bagno di un cinema a fare sesso con un ragazzo ma assolto dal Csm perché ha sbattuto la testa sulla porta della toilette «e ciò lo avrebbe reso - scrive Mauro Mellini nel libro La fabbrica degli errori edito da Koinè - per un certo tempo incapace di intendere».
È di qualche giorno addietro la storia del giudice di
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lunedì, 17 marzo 2008
Un blogdimagistrati ne segnala un altro di lor colleghi e ve ne passiamo l’indirizzo: www.teminera.blogspot.com . Pare si tratti di magistrati che raccolgono e pubblicano quanto di peggio venga prodotto dalla giurisprudenza di merito e di legittimità. Giusto per offrirne un assaggio, ecco una chicca: <<E' un giorno del mite settembre 2004 in una città bagnata dal mare. E' proprio l'ora della siesta, le due del pomeriggio, e la poliziotta Tizia si avvia in sella alla sua bicicletta verso il Commissariato dove dovrà prendere servizio, attraversando i vialetti di un bel parco cittadino, molto più piacevoli dell'asfalto.
Quando, all'improvviso, deve stropicciarsi gli occhi incredula di quello che sta vedendo: un biondo, dall'aria germanica, è seduto su una panchina, con le gambe aperte e allungate, i pantaloni aperti ed abbassati, il capo reclinato all'indietro, la mano sotto i pantaloni che si agita in un movimento "sussultorio" inequivocabile. La brava poliziotta
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domenica, 10 febbraio 2008

Claudio Botti rilascia un'intervista a Gianluca Abate per il Corriere del Mezzogiorno del 10 febbraio 2008: "Claudio Botti, componente del collegio di difesa che assiste i 28 imputati per i quali la Procura ha chiesto il processo al termine dell'inchiesta sui rifiuti, è il primo avvocato a lasciare l'aula bunker Ticino 1. Doveva discutere, spiegare perché i suoi assistiti con quelle accuse non c'entrano nulla, convincere il giudice. E invece non ha fatto nulla di tutto ciò. S'è limitato a «rassegnare le conclusioni a verbale», cioè a chiedere il proscioglimento dei suoi assistiti senza motivare la richiesta. Perché questa scelta?
«Perché ho troppo rispetto per la mia funzione di difensore. E siccome ritengo che l'esito dell'udienza preliminare sia scontato per tutto ciò che c'è attorno, è inutile stare a perdere tempo».
Dice che a Napoli non c'è il clima adatto per giudicare Antonio Bassolino e gli altri 27 imputati?
«Processare Antonio Bassolino a Napoli è come processare Saddam Hussein a Bagdad. Beninteso, non che il paragone sia tra le due persone. Ma serve a spiegare come non si possa giudicare serenamente in un contesto ambientale così: in aula si tiene l'udienza, fuori si alzano barricate contro i rifiuti. E si corre il rischio che responsabilità politiche e penali si mescolino pericolosamente».
Be'. il codice di procedura penale prevede un'apposita norma per queste situazioni. Perché non avete invocato il «legittimo sospetto»?
«L'istanza di rimessione non è stata possibile, non c'era un'intesa condivisa».
Poteva farlo lei, nessuno glielo impediva...
«Io da solo no, queste sono iniziative che vanno assunte collegialmente. Ha mai visto una partita di rugby? Non si può giocare senza il pacchetto di mischia e mandando avanti le seconde linee.
Auguriamoci almeno che il contesto ambientale sia diverso quando si celebrerà il processo. Perché si celebrerà
»."

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giovedì, 10 gennaio 2008

Vale più un "cugino di campagna" che mille astensioni per far notizia! Altra notizia ANSA (anche se, stavolta è un praticante avvocato, e non un magistrato, a generarne il lancio): "ROMA - Non poteva passare inosservato con quel cespuglio di capelli ricci - le basette, quasi dei 'favoriti' che gli incorniciano il volto, gli stivali modello 'camperos' su un completo marrone di velluto - tra i compassati e agitati avvocati in grisaglia e toga. Eppure quando si è infilato nell'aula gup al primo piano di piazzale Clodio e ha recuperato dalla borsa le carte di un processo, il pm e lo stesso gup hanno pensato che fosse l'ennesimo imputato eccellente che sfilava in un'aula di giustizia a Roma. E invece Silvano Michetti, 59 insospettabili anni, fondatore e batterista dei 'Cugini di Campagna', era in tribunale per il suo 'secondo lavoro', quello di avvocato, anzi di praticante. "Ma chi è quello lì? Aspetta ma non è quello di 'Anima mia'. Si è lui ma che ci fa in tribunale? Fa l'avvocato? Ma dai? Davvero? Certo che è lui, guarda gli stivali...Ma il biondo dove è?". Increduli gli altri colleghi avvocati, di Silvano, che insieme con Ivano (il fratello), Nick (il biondo) e Luca compongono la storica band degli anni '70, i cui fasti sono stati rinverditi da Claudio Baglioni e Fabio Fazio. L'avvocato Michetti, intanto, in udienza ha difeso con successo il suo assistito in un processo di riciclaggio di un'auto rubata in Spagna. "Sono solo un praticante - dice ai cronisti sorridendo - mi sono laureato lo scorso anno alla Sapienza con una tesi sul diritto d'autore e sul plagio musicale. E' bene che nel nostro gruppo ci sia qualcuno che si intende di queste cose". Poi Silvano presenta il suo 'dominus', l'avvocato presso il cui studio fa pratica, che si chiama Domenico Cautela. Si sorride, sorridono tutti, sentendo quel cognome pensando al nome del gip dell'udienza presso cui 'il cugino' ha tenuto la causa, Enrico Imprudente, e qualcuno dal gruppetto di curiosi che si è formato, alludendo al nome del pm (Settembrino Nebbioso) dice: "Ma siamo su 'Scherzi a parte?'". No non è affatto uno scherzo per Silvano: "Ho superato brillantemente il primo semestre - dice il 'cugino' che è iscritto all'ordine di Tivoli - frequentando oltre 20 udienze. Faccio penale, ma frequento anche il tribunale militare, e quello civile, tratto anche cause di separazione, ma spesso il mio tutor avvocato mi rimprovera perché cerco di mettere d'accordo chi vuole separarsi, sono un sentimentale...". Silvano poi spiega che frequentando le aule di Tribunale "ci si imbatte in tante storie, storie che possono essere fonte di ispirazione per le nostre canzoni". "Che voglio fare da grande? Sicuramente la musica è la mia vita, ma fare l'avvocato mi piace, mi affascina è una passione e poi molti musicisti svolgono anche un'altra professione". Qualcuno gli chiede di accennare in falsetto Anima mia, ma l'avvocato Silvano Michetti tagli corto: "Siamo in tribunale non sul palcoscenico...". "

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mercoledì, 12 dicembre 2007

S'è desta l'ANM!! Appena sentito il nome "Berlusconi"!! Fin quando ad essere attaccati erano Forleo e De Magistris e gli aggressori erano esponenti del centro-sinistra, tutti tacevano nell'ANM ... qualche pallido comunicato, ma si stava alla finestra. Poi il Berlusca si lamenta delle toghe rosse napoletane, della vergognosa ed incredibile fuga di notizie (intercettazioni consegnate all'ambiguo "larepubblichino" Enrico D'Avanzo che, da sempre, risulta fin troppo "bene informato" - vedi caso Abu Omar vs CIA), dell'inconsistenza e dell'irrilevanza penale di qualche conversazione (leggete quanto narrava Cicerone sulla politica nell'antica Roma e capirete che il metodo berlusconiano è vecchio come il mondo!) e ... apriti cielo!!!!!   Ecco cosa riporta l'ANSAonline :

Anm: non siamo armata, basta attacchi
Basta attacchi alla magistratura, che non è un'armata e "non è nè rossa, nè gialla nè bianca". ma "un'istituzione , che deve compiere fino in fondo il suo dovere nel rispetto delle altre istituzioni dello Stato, ma anche dell'applicazione del principio di uguaglianza dei cittadini, di tutti i cittadini, di fronte alla legge".Così il segretario dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara, replica a Silvio Berlusconi.

"Mi auguro che le dichiarazionidell'onorevole Berlusconi siano state fraintese- dicePalamara-Se fossero vere, non può che ribadirsi che, di frontea notizie giornalistiche riguardanti vicende giudiziariepersonali, deve essere respinta con fermezza, non solo dall'Anmma da parte di tutti gli organi competenti e dei cittadini chehanno a cuore il rispetto delle istituzioni, l'usanza diattaccare per prima cosa ogni volta la magistratura, evitando ditrascinarla sul terreno della contrapposizione e delladialettica politica". "Non esiste l'armata della magistratura" sottolinea ilsegretario dell'Anm, che comunque depreca anche in questo caso"la fuga di notizie" prima che gli interessati ne sianoinformati "nella sede propria, che è quella del processo".

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sabato, 01 dicembre 2007

Non avevamo nemmeno finito di muovere rilievi e critiche all'organizzazione dei corsi per i crediti formativi che si sono rotte le "giarretelle". Leggete qui sotto quanto è appena accaduto nei rapporti fra Unione Camere Penali Italiane e Consiglio Nazionale Forense:

(copiato dal sito della U.C.P.I.) "INAUDITA AGGRESSIONE DEL CNF ALLE CAMERE PENALI. LA REAZIONE UCPI. Con una ambigua circolare resa nota nei primi giorni di questa settimana il CNF, evidentemente pressato, ha inopinatamente emanato una circolare che -con toni retorici su una pretesa supremazia degli Ordini forensi nella formazione- di fatto rende completamente inoperante il recente protocollo firmato da CNF ed UCPI in materia di formazione. L'aggressione nei nostri confronti (nel momento in cui stavano partendo le nostre iniziative di formazione) è gravissima ed il movente è chiaro: si tratta del timore di molti Ordini forensi (anche se non di tutti), peraltro anche ben individuati, di una formazione di qualità ed a prezzo di costo. Il tradimento di un impegno formalmente sottoscritto la dice lunga sulla palude in cui ci si muove. La Giunta UCPI, nella grave situazione che si è determinata, ha reagito con estrema forza con la delibera che è pubblicata qui sotto, i cui contenuti sono anche nell'articolo del Sole 24 Ore di questa mattina (sabato 1 dicembre) Dev'esser chiaro al CNF che l'UCPI combatte da decenni per la difesa dei diritti civili in Italia ed è in grado di reggere -come la sua storia insegna- qualunque scontro in difesa delle ragioni ideali che rappresentano la sua stessa ragione di esistere. Per questo l'UCPI non abbandonerà la formazione (che dovrà portare alla specializzazione forense) alle derive affaristiche. Di seguito la delibera:

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mercoledì, 28 novembre 2007

La delibera 24/11/2007 adottata dall'Unione Camere Penali Italiane, riportata per intero nel post che precede il presente, si conclude con il seguente inciso. "... le attività formative per cui venga richiesta l’attribuzione di crediti devono avere carattere non oneroso, allo scopo determinando la contribuzione richiesta ai partecipanti con il limite massimo del solo recupero delle spese vive sostenute."  Ora, al di là della implicita dicotomia letterale (non oneroso/recupero delle spese), consta che, se un evento deve avere carattere non oneroso, si intende che esso debba essere non oneroso per chi partecipa, ossia gratuito. E invece no! C'è da ... determinare la "contribuzione con il limite massimo del solo recupero delle spese vive". Fantastico! GRATIS AL PREZZO DI TOT!!!! I vettori aerei che vendono biglietti della tratta Roma-New York ad 1 euro non avrebbero saputo fare meglio. Anche "noi fra noi" (nel senso che Consigli dell'Ordine ed associazioni varie alla fine siamo noi stessi - sic!) abbiamo iniziato a mettere l'asterisco sul gratis! Ed è iniziato il mercato dei corsi. Un esempio: il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli  e tale Associazione Sportform (??!!) hanno organizzato, al modico prezzo di euro 130 per avvocato, un corso, articolato in sei incontri (si, così li chiamano: incontri) della durata di tre ore ciascuno: "Diritto Processuale dello Sport". Ben inteso, dato che questi incontri si terranno nella struttura pubblica del Palazzo di Giustizia di Napoli (Sala Arengario) e quindi non vi sono costi di gestione o fitto di struttura da affrontare (smentiteci), è possibile conoscere quali saranno le fatidiche spese vive?? Certo, il Consiglio dell'Ordine e la Sportform non sono la UCPI, ma la domanda resta: pur volendo credere che non tutti i 12.000 colleghi parteciperanno e volendo limitare, in ipotesi, che si iscriveranno in almeno 1.000 (NB- il corso non è a numero chiuso), a conti fatti questi 130.000,00 euro (centotrentamila/00) dove andranno a finire? Ragazzi che business!!!! VIGILATE! NON DISTRAETEVI!

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giovedì, 22 novembre 2007
Per fortuna che abbiamo i nostri colleghi avvocati in parlamento! Dal sito del Corriere del Mezzogiorno apprendiamo che l’Avv. Nicola Cosentino (nato a Casal di Principe il 2 gennaio 1959), attualmente deputato eletto nelle fila di Forza Italia, nella sua qualità, fra l’altro, di rappresentante dell’Avvocatura in Parlamento (in senso lato, ovviamente: cioè, semplicemente, un avvocato alla Camera dei Deputati), ha avanzato quale sua (allo stato) unica proposta di legge quella recante il n°  2334  (presentata il 7 marzo 2007, annunziata l'8 marzo 2007). Se cliccate sul numero della proposta legislativa avrete l’occasione di apprezzare lo sforzo di chi dovrebbe anche, proprio perché avvocato, farsi carico delle lotte, delle rivendicazioni e delle lamentele dell’Avvocatura intera, lo sforzo di … far istituire il Museo della Mozzarella con una previsione di copertura finanziaria di circa 9 milioni di euro! Non è che Bersani, solo frequentando il Parlamento, si è fatta un'idea fuorviante degli Avvocati?
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lunedì, 01 ottobre 2007

Solo oggi abbiamo scovato sul sito di MagistraturaIndipendente questo comunicato stampa dell'11 giugno 2007

<< Il Ministro dell’ambiente, On.le Alfonso Pecoraro Scanio, ha incontrato oggi una delegazione di Magistratura Indipendente. Oggetto della discussione l’opportunità di una più incisiva tutela dell’ambiente e l’indispensabilità che il disegno di legge in tema di riforma dell’ordinamento giudiziario, attualmente all’esame della commissione Giustizia del Senato, prenda in adeguata considerazione le indicazioni che la magistratura associata ed il C.S.M. hanno evidenziato come indispensabili per garantire la piena efficienza e la reale autonomia della magistratura.

Magistratura Indipendente ha rappresentato al Ministro il suo forte impegno a tutela dei valori ambientali, secondo una tradizione che vede tutta la magistratura italiana solidale in questo senso, e condiviso la recente iniziativa del Ministro dell’ambiente di presentare un disegno di legge, già approvato dal Consiglio dei ministri, volto ad introdurre nuovi e più efficaci strumenti di tutela penale in questo settore.

Il Ministro ha sottolineato la sua personale attenzione e quella della federazione dei Verdi, per il tema del complessivo miglioramento delle condizioni economiche e di lavoro dei magistrati ordinari, mostrando una particolare sensibilità per le problematiche, evidenziate dalla delegazione di Magistratura Indipendente, riguardanti i magistrati più giovani.>>

Aspettiamo con ansia un incontro della UCPI con il Ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini per manifestare il forte impegno di noi Avvocati a tutela dei valori della donna così da auspicare la personale attenzione della Ministra e del suo partito alle nostre problematiche relative alla legge Bersani!!

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lunedì, 01 ottobre 2007

Dal sito della AssociazioneNazionaleMagistrati apprendiamo che

<<ASSOLUTAMENTE INFONDATA NOTIZIA
S
CIOPERO MAGISTRATI ORDINARI

Numerosi mezzi di informazione hanno diffuso la notizia che i magistrati “professionali”, cioè i magistrati ordinari, sarebbero in sciopero lunedì 8 ottobre 2007.

La notizia è del tutto priva di fondamento.

I magistrati ordinari hanno fatto ricorso allo sciopero solo in circostanze eccezionali ed intendono mantenere questa linea di condotta, in questo periodo essi non hanno neppure ipotizzato il ricorso allo sciopero.

Roma, 01 ottobre 2007 >>

... Clemente può stare tranquillo, pare che stanotte non avesse chiuso occhio ...

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mercoledì, 26 settembre 2007

Si segnala l'intervento del Dott. Pierluigi Picardi , Consigliere della Corte di Appello di Napoli, sul blog aperto da alcuni magistrati e di fianco linkato.

per leggere l'intervento è sufficiente cliccare sul nome sopra riportato "Dott. Pierluigi Picardi"

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sabato, 22 settembre 2007

Da questa notizia ANSA pare iniziarsi a comprendere quali siano le reali motivazioni della punizione che il Ministro della Giustizia Mastella vuole far infliggere dal CSM al PM di Catanzaro De Magistris. Il PM nei confronti del quale egli chiede il trasferimento d'ufficio è reo, secondo il Ministro, non solo di svolgere indagini su Romano Prodi & Co., ma altresì di tenere sotto "osservazione intercettativa" proprio lui, titolare del dicastero: lesa maestà! Ora, stà storiella inizia a preoccupare anche noi napoletani: vuoi vedere che il Ministro della Giustizia si sta attrezzando anche per chiedere la punizione dei nostri PM Noviello e Sirleo, rei di lesa maestà nei confronti del Governatore Bassolino? Siamo forse passati dalle leggi ad personam ai trasferimenti per vendetta? Con una insignificante differenza: ieri, pur solo minacciate le leggi ad personam, subito partivano gli strali della magistratura associata, dei girotondini e compagni vari; oggi, a trasferimento richiesto, pare che tutti tacciano o , comunque, preferiscano mantenere un low profile ... misteri della politica e della magistratura ...

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giovedì, 29 marzo 2007

Come se non bastasse ... apprendiamo (cfr. Il Denaro / Spia al Diritto di mercoledì 28/3/2007) che, in merito alla funzionalità del Palazzo di Giustizia al Centro Direzionale di Napoli, <<il Presidente del Tribunale si preoccupa che vi siano posti di ristoro (lettera E nota 906/07) anche ai piani intermedi>>: sarà certamente una bufala! Non si può credere che, con tutti i problemi da risolvere, la preoccupazione del nostro Presidente sia ... noo, Presidente, non si può credere, è una bufala, ce lo dica ...

 

Come se non bastasse ... apprendiamo (da voci di popolo) che sarebbe in procinto o, comunque, in progetto, un trasferimento del Giudice di Pace penale (tutta la struttura et relative udienze) dal Palazzo di Giustizia al vecchio Castelcapuano. Voce di popolo voce di Dio, si dice. Noo, è una bufala pure questa ... Vuoi vedere che, mentre i civilisti lottano per non essere “deportati” al Palazzo di Giustizia del Centro Direzionale, noi dobbiamo iniziare una lotta per non far decentrare le nostre strutture? Voui vedere che, alla fine, siamo noi penalisti a dover ritornare a Castelcapuano? Noo, è una bufala ... o no?

 

Come se non bastasse ... apprendiamo (sempre da voci di popolo) che, a seguito di diverbio fra avvocati e polizia municipale sul caos parcheggi, la polizia municipale (o chi per essa) ha inibito dal 28 marzo u.s. qualsiasi possibilità di parcheggiare moto et similia nelle vicinanze del Palazzo di Giustizia. Cos’è? Una ritorsione? Avevamo già i cancellieri che ci rendevano la vita difficile con gli orari ed i giorni per ritiro copie o deposito istanze et similia ... Avevamo già i Pubblici Ministeri con i giorni e gli orari di ricevimento ... Avvertivamo il sentore che pure la giurisdizione iniziava a nutrire un certo fastidio per l’avvocatura ... Avevamo appena sofferto i duri colpi di Bersani e del disegno Mastella ... ed ora pure la polizia municipale a non volerci far avvicinare al Palazzo di Giustizia. Proprio non ci volete fra le ... ruote!

Rivolta o eversione?

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lunedì, 08 gennaio 2007

"Qualcuno" in Tribunale ha iniziato a lamentarsi di alcuni interventi "non graditi" apparsi su questo blog. Dispiace aver urtato la sensibilità del "qualcuno" e ne vien fatta pubblica ammenda (...?...). Il "qualcuno" è però invitato a leggere quanto a fianco riportato e, se non lo CAPISCE, bhè ... il problema non è del blog ma di chi ha difficoltà di comprensione.

Alle prossime

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giovedì, 21 dicembre 2006

Una breve riflessione nel farvi gli auguri di Natale. Chiunque abbia avuto la sventura di accedere al Palazzo di Giustiza napoletano in quest'ultima settimana prenatalizia ha avuto netta la sensazione che gli avvocati, nonostante tutto (bersani, ecc.), non è che se la passino poi così male: stanno sempre a lamentarsi, a scioperare (ad astenersi, lapsus), a rivendicare, a piangere miseria ... e poi ... un Palazzo di Giustizia letteralmente tappezzato di manifesti pubblicizzanti "TOGHE IN FESTA" !!

Grazie A.I.G.A. di Giugliano e Napoli: siete stati più efficaci voi nel messaggio mediatico che anni di lotte ed astensioni. Ora il cittadino ha veramente capito! Tutto!

E, comunque, buon Natale

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venerdì, 08 dicembre 2006

Estratto da “Omicidio di Ischia, arresti domiciliari per l’indagato”, di Gianluca Abate, Corriere del Mezzogiorno del 7 dicembre 2006

<<Le cronache di questi giorni ... raccontano di un provvedimento che manda su tutte le furie i genitori della vittima ... E il problema è la concessione degli arresti domiciliari all’assassino del figlio ... “Gli avvocati di questo ragazzo

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domenica, 19 novembre 2006

Aspettiamo smentite o risposte dai vertici degli Uffici giudiziari coinvolti, aspettiamo dal diretto propalante se le sue siano solo sterili chiacchiere o fatti reali e, come tali, doverosamente denunciati alle Autorità competenti: anche noi siamo ansiosi di sapere in che realtà svolgiamo la nostra professione (illudendoci di non saperlo già)...

Perchè Giorgio Bocca, nell’ultimo numero de L’Espresso, scrive:

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giovedì, 26 ottobre 2006

Alla Presidenza del Consiglio delle Camere Penali Italiane si è candidato il catanese Carmelo Peluso. Di seguito viene riportata copia della missiva da lui inviata ai Presidenti delle Camere Penali italiane. Molto scarna, priva di contenuti, forse solo una formalità rispetto a quanto già preannunciato nel corso del Congresso Nazionale di Ancona: una prova di forza delle Camere Penali siciliane. E Napoli (a giudicare almeno, appunto, dagli scarni contenuti della missiva dell’Avv. Carmelo Peluso che ben potevano essere surclassati dalla valenza dei nostri “ghost-writers” della Camera Penale napoletana!) ha perso un’altra occasione: le voci davano per probabile una candidatura del nostro Ettore Stravino, ormai invece (sempre secondo le voci) orientato ad accettare una eventuale vice-presidenza (ma, a questo punto, non sarebbe meglio restarne fuori?). Verranno tempi migliori?

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giovedì, 28 settembre 2006

...anche la magistratura si incazza quando gli toccano il vil euro: ecco come inizia una "nobile" battaglia ...

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